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Internet killed the video stars? perchè continuiamo a fare documentari di pesca

 

 

E' da un pò che giornalmente non faccio che meravigliarmi di come la "razza" dei pescatori si sia evoluta: quando iniziammo a fare video insieme a Mauro Sanna  se non ricordo male c'erano due sole persone che se ne occupavano, Roberto Ripamonti e Gionata Paolicchi (che tuttora lavorano nel settore). Ora non c'è pescatore che resista alla tentazione di mettere almeno un video e certamente il suo book di foto online.

Di fatto Reality fishing è nato facendo delle nostre battute di pesca dei DVD. Si DVD, allora c'erano quegli strani cosi argentati. Youtube non era ancora decollato, almeno sotto l'aspetto alieutico, i canali tematici in TV non esistevano, Facebook non esisteva, tantomeno gli smartphones. Sembra un secolo ma la verità è che è passato relativamente poco tempo, se 13 anni possono essere considerati pochi.

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Dicevamo dell'evoluzione della specie. Prima era impossibile o molto difficile avere delle foto decenti di pesci, appena pescati, vivi, etc. La macchina fotografica era considerata alla stregua delle banane in barca e poi il concetto di waterproof era ancora lontano, almeno dalla tecnologia digitale. Per questo durante i primi anni penso di aver buttato un sacco di soldi con videocamere finite in mare, ossidate o trascinate dalla corrente, etc.

Con Enrico Pinna avevamo anche costruito una "actioncam" che utilizzava le microcamere di sorveglianza montate sulla struttura di una lampada da testa. Da questo ambaradan fuoriusciva un cavo che andava ad un pacco di 8 (8!!!) stilo che la alimentava per circa 20 minuti. Mica finiva qui! la "action" non registrava e quindi il segnale veniva mandato tramite cavo RCA ad una videocamera che tenevo in borsa, anch'essa accesa che fungeva da registratore. Insomma un sacco di accrocchi per vedere la mangiata di un pesce!!! Per questo sorrido quando usando la Gopro leggo la scritta "be a hero", ma quali eroi??? basta schiacciare un tasto!! portati due chili di roba in spalla in scogliera, accendi VCR, accendi la spycam, accendi pacco batteria... ah ca@@o è scarica!!!

Siamo andati oltre comunque: un giorno filmando dei pesci serra un'ondata ha portato via tutto semplificando il nostro lavoro.

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Le riprese soggettive sono rimaste una mia fissa, cosi come l'arte di disseminare tecnologia negli oceani e corsi d'acqua più disparati: ogni tanto cerco su youtube "lost gopro footage" e vedo se in diversi angoli del mondo ritrovano una delle mie creature. Per questo vengo sbeffeggiato dai miei amici che non capiscono la mia vena realizzativa:

 

Prima del web 2.0 non solo era difficile fare video (e foto) di pesca, ma in linea di massima i pescatori non tolleravano questa cosa. Prima dell'era dei selfies i pescatori erano degli esseri cinghialati, pelosi e soprattutto incazzati. Sempre. Voi guardate delle vecchie foto e troverete angler con dei pesci assurdi in braccio e con la faccia incazzata: dico è uno dei giorni più belli delle tua vita come angler e fai quella faccia??? ...e se non prendevi nulla???

Questo carattere genetico diciamo che non si è perso e passo buona parte del mio tempo quando devo fare il mio lavoro a dire "sorridi, guarda il pesce - sorridi...", ma la generazione di angler 2.0 è già avanti, nel senso che senza dire nulla è già in posa con un sorriso smagliante. Avete invece una vaga idea delle risposte e reazioni dei miei compagni di pesca anni fà alla domanda "facciamo una foto col pesce?" :-D

L'altro giorno mentre uscivo dal porto ho notato un giovane pescatore che stava guardando una seppia appena pescata. Nel mentre che mi avvicinavo pensavo per quale oscuro motivo uno deve essere cosi masochista nel fissare l'imbuto di una seppia appena uscita dall'acqua per vari minuti... Dopo un pò ho visto che armeggiava con uno smartphone e ho capito tutto, era un harakiri (腹切り) consapevole.

Ciò che mi perplime è che la vanità del pescatore porta anche a documentare e postare sui socials non solo i video di qualsiasi pescata (in versione integrale o editata, a seconda delle preferenze e sensibilità) ma anche quelli di potenziale prove di illeciti da verbale ed in alcuni casi da arresto. E' vero che nell'era digitale si può con un pò di lavoro manipolare tutto ma una foto ormai ha dei tag intrinseci per cui è spesso geolocalizzata e soprattutto ha una data di scatto.

Insomma starsene a cavalcioni di un tonno quando la pesca è chiusa da mesi o affianco ad una piramide di barracuda o di seppie non è una cosa molto intelligente, ma è un qualcosa tuttaltro che infrequente. Altrochè pilotina e gommoni, i controlli potrebbero essere fatti al telefonino!

Poi ci sono le mode: la prima introdotta dai bassmen, a cui nessuno è immune, è quella del close up di fronte al fisheye della actioncam, stile alice nel paese delle meraviglie. Senza esagerare non è cosi nefasta. Le bottiglie e le "composizioni" sono invece un qualcosa di deleterio e sono un ottimo spunto per provocare flaming con i nostri amici animalisti integralisti. Rispetto il mare e rilascio i pesci, mi piace anche mangiarli ogni tanto. Credo che il buon senso sia alla radice di tutto ma soprattutto mi piace vedere il rispetto dei pescatori nei confornti del mare e dei pesci. Sarò forse troppo romantico ma mi dispiace vedere un bel pesce fotografato senza la sua dignita e fierezza, nel lavandino, con la bottiglia, vicino alle scarpe, appeso a un gancio. Solo questione di forma? Non so.

Ad ogni modo, siamo riusciti ad entrare in questo mondo attraverso i video, e come detto all'inizio, eravamo davvero quattro gatti. Col tempo abbiamo studiato, lavorato sulla tecnica e anche su noi stessi. Ad esempio chi ci conosce da tempo sà che prima i nostri video erano muti, nel senso che nessuno di noi parlava o spiegava, se non l'essenziale. Per carità forse piacevano per quello, perchè parlare presuppone o conoscenza o esperienza di una cosa e spesso vedendo dei video si ha la sensazione  che nessuna delle due cose si ritrovino nell'improvvisato oratore.

Ora non siamo più i soli, anzi con il tempo che passa rischiamo di andare fuori moda, come musicisti nostalgici. Considerato che si è fatto vedere di tutto, che ormai scrivendo su youtube "traina col vivo" potete trovare tutti i tutorial del mondo ed in una settimana magari farne uno anche voi, mi chiedo, che senso ha tutto questo? Dico, fare il mio mestiere?

Varcasia perchè non te ne vai in pensione anticipata? :-D

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E' vero, da un punto di vista tecnico forse si è detto quasi tutto. Qualcosa
di nuovo c'è sempre ma bisogna cercarlo bene. Le minestre riscaldate la cosa piu facile da trovare in giro. I pesci? beh li abbiamo visti tutti. Certo ci sono specie mai documentate ma che anche è quasi impossibile pescare, e se una cosa non è ripetibile, non ha senso mandarla in onda perchè chi ti guarda non la coglierà. E allora perchè? Ti rispondo con due parole, bellezza e sogni. La prima, il mare e la pesca hanno una grossa componente legata alla bellezza. Non è solo una questione di panorami ma di sensazioni vere. Sogni, ce ne sono tanti da realizzare, proibiti e non. A volte sono dietro l'angolo, a volte molto lontani. Vale la pena raccontarli se lo sai fare, con grazia. Infine, passione.

Amo questo lavoro e confesso che non riesco ad uscire senza reflex, perchè l'attimo dopo che vedo un tramonto atomico voglio immortalarlo per fermarlo, e se voglio condividerlo con chi mi và. Per questi motivi, nonostante ormai negli anta e un pò cigolante, continuerò a fare documentari di pesca, finchè avrò sogni da realizzare, bellezza da immortalare e passione per quello che faccio.

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